I 4 punti strategici per migliorare il rapporto con tuo figlio (ed essere un SuperGenitore)

“Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta.”

R. Buckminster Fuller

Ti segnalo 4 punti strategici per migliorare il rapporto con tuo figlio. Possono essere considerati come un primo passo concreto che puoi fare, per affrontare in un modo costruttivo le difficoltà che incontri con lui e non incorrere in sforzi che poi non danno risultati.

Nella mia esperienza mi sono reso conto che ci sono degli errori ricorrenti, che in un battibaleno, vanificano tutti gli sforzi compiuti dai genitori. I 4 punti descrivono proprio questi errori e altresì le strategie per non incorrervi. Nell’insieme quindi diventano un metodo di lavoro che puoi usare per tante situazioni del vostro rapporto, che ti permettono di affrontare i problemi senza creare circoli viziosi inutili.

Per prima cosa, non è possibile trasformare una difficoltà se non hai una chiara percezione di quale sia la difficoltà.
Il secondo aspetto, riguarda un atteggiamento molto frequente (usato dai genitori) che è quello di attribuire il problema (unicamente) al figlio; caso questo che ti porterebbe a rimandare alle Calende Greche, il fatidico cambiamento.
Altro erroneo comportamento è quello di fare dei tentativi per cambiare la situazione conflittuale, senza poi mantenerli nel tempo, per cui, anche in questo caso, tutto in un men che non si dica ritorna come prima (per i cambiamenti infatti l’elemento tempo è fondamentale!).
L’ultimo classico errore è quello di dare per scontate una serie di capacità nel figlio, fra tutte quella di riuscire mantenere fede ad una parola data o a mantenere un impegno preso, che hanno bisogno di tempo e maturità per essere sviluppate appieno, perchè sono qualità molto elevate.

Che cosa succede spesso? Che il genitore, fatti gli sparuti tentativi molla la presa, distoglie l’attenzione dal punto e se ne dimentica. Il risultato puoi già comprenderlo: non cambia nulla!

Ho associato i quattro punti da tenere bene a mente ai 4 Elementi: aria, acqua, terra e fuoco in modo che tu possa memorizzarli più facilmente, facendo riferimento anche alle caratteristiche specifiche di ogni Elemento.

Sei pronto? Partiamo!

Focalizza bene la difficoltà (Fuoco)

Quando c’è il fuoco la tua mente è focalizzata. Lo puoi verificare prendendoti 10 minuti per osservare una fiammella. La tua mente e la tua vista va dritta al punto, perchè il fuoco ha una qualità magnetica.

Per cui utilizza il fuoco per vedere precisamente qual’è la difficoltà che hai con tuo figlio. Esempio gli dici una cosa e lui ne fa un’altra, non ti ascolta, è sempre irrequieto e questo ti innervosisce, non fa niente da solo se non ci sei tu, fa i capricci e non li sopporti…?

Dove sta per te il punto critico, in quale suo comportamento?
Focalizzare il problema è un grande aiuto per la sua risoluzione. Te lo dico perché in molte occasioni, parlando con i genitori mi sono reso conto che iniziavano a parlarmi di un aspetto, ma poi la difficoltà si palesava in un altro punto.
Quindi osserva bene quello che succede e se hai bisogno prendi appunti.

Per aiutarti, un indicatore chiaro della difficoltà è quando senti dentro di te che c’è qualcosa che frigge. Lo puoi riconoscere perchè ti viene l’ansia, oppure qualcosa ti fa arrabbiare o ti fa sentire impotente? Acuisci la tua vista e focalizza la tua attenzione.

Guarda a casa tua, cioè guarda dentro di te (Acqua)

L’elemento acqua è associato con la componente emozionale, che è l’aspetto che ci interessa a questo punto. Che cosa vuol dire guarda a casa tua? Vuol dire guarda dentro di te, osserva le tue azioni, le tue reazioni, le tue emozioni. Devi spostare il punto di osservazione da tuo figlio a te, perché se c’è un problema, quello che puoi fare è renderti conto che il problema è anche tuo; tu ne detieni il 50%. E’ lì che c’è la possibilità di risoluzione, proprio in quel 50%.

L’errore che spesso si compie è quello di additare il problema all’altra persona (in questo caso al figlio). Questo atteggiamento da una parte ti rassicura perché te ne stai lavando le mani, o detto in altre parole tu non centri nulla con quella situazione, ma dall’altra ti butti la zappa sulle gambe perchè sull’altra persona non hai nessun potere di cambiamento. Per cui a questo punto le bocce sono ferme e devi riiniziare a giocare la partita!, tutti gli sforzi sono vanificati.

Nella mia esperienza, ho verificato tante volte che il lavoro sulla difficoltà del figlio spesso serve a poco se anche i genitori non fanno degli sforzi per modificare dei loro atteggiamenti!

Ricorda: sei tu che hai una difficoltà con il figlio, la difficoltà è tua, devi partire da lì.
Per cui parti da te, se risolvi il tuo 50% il rimanente semplicemente decade, si dissolve, perchè anche tuo figlio farà in un modo diverso. I due 50% infatti sono come due pezzi di un puzzle che si incastrano perfettamente, se un pezzo cambia forma, anche l’altro sarà costretto a modificarsi!

Per approfondire puoi leggere il mio articolo La Regola d’oro nelle relazioni (da tenere sempre a mente!).

Pazienza e Perseveranza (Terra).

Sono le qualità dell’elemento terra. Possiamo imparare dall’elemento terra queste due qualità essenziali: per i cambiamenti ci vuole tempo, cioè devi essere paziente, ed è necessaria altresì la perseveranza per perseguirli. Impara quindi dalla terra a costruire piano piano e solidamente tutti i tuoi passi proprio come fa lei con tutte le sue bellissime architetture (montagne, alberi…).

Soprattutto nelle relazioni i cambiamenti non avvengono nè per magia, nè istantaneamente, perché stiamo parlando di persone con tutta la loro complessità.

Per cui una volta che hai focalizzato la difficoltà e accettato che il 50% di tale difficoltà la detieni tu, incamminati su una nuova strada, introduci piccoli cambiamenti affronta con tuo figlio le cose in un modo diverso: sii chiaro, determinato e amorevole. Molti genitori fanno dei tentativi, si comportano in un modo nuovo per un paio di volte e poi mollano, ritornano nello schema di prima. Non è sufficiente. Ricorda: i cambiamenti hanno bisogno di tempo!

Non perdere il punto (Aria)

L’aria per sua natura è volatile, ed è bella per questo: è leggera, in continuo movimento. Nel nostro caso, l’elemento aria ci è di grande aiuto per diventare consapevoli della nostra volatilità.
Se sei spesso per aria, immerso nei tuoi pensieri di lavoro o elaborando il tuo prossimo progetto, o pensando a quello che devi comprare… quello che può succedere con tuo figlio, è che perdi il punto.

Per fartelo comprendere meglio, immagina che stai osservando una clessidra. Hai un compito da svolgere appena i granelli di sabbia si sono riversati tutti sulla parte sotto. Tu un pò la osservi e poi comincia a divagare con la mente. Quando riprendi il contatto con la clessidra (la realtà) i granelli sono già tutti nel fondo, ma tu non sai da quanto tempo è finito il count down. Hai perso il punto! E così con tuo figlio, hai perso il punto! Se perdi il punto non puoi intervenire sulla realtà (la situazione che ti interessa) perchè potrebbe essere fuori tempo massimo!

Ti sarà capitato che ti sei arrabbiato con tuo figlio perchè non ti ha ascoltato, perché non ha fatto quello che gli hai detto… Per far fronte al meglio alla situazione che stai seguendo è importante che non cada nell’oblio: devi tenerla sotto osservazione in modo da poterla verificare con lui. D’altra parte se ci pensi, è solo in questo modo che tuo figlio può maturare la responsabilità per la sua vita, diventare un uomo o una donna che sa mantenere la parola data. In questo modo tu gli sei da esempio attraverso la coerenza del tuo comportamento.

Lo so, hai tanti impegni e ci vuole molta energia per mantenere l’attenzione sul punto, ma considera che tanto più sarai coerente, tanto più tuo figlio imparerà dalle tue azioni e tanta meno energia tu dovrai metterci da qui in avanti.
La conversione energetica verso le bio-energie ha un costo iniziale, ma poi ci guadagni e non solo tu, ma tutto l’ambiente familiare 🙂

Un’anticipazione: nel prossimo articolo troverai i motivi per i quali l’educazione attuale non funziona. Uso il termine non funziona soprattutto perchè genera malessere sia nel figlio che nel genitore e perchè tutto quello che il genitore vorrebbe, con tutto il suo cuore per il figlio (la sua felicità e che sviluppi le sue inclinazioni e qualità), non si realizza (quasi) mai!