Il Segreto della relazione. Quando incontri tuo figlio da 2 diventate 4 persone.

Mettere in discussione se stessi è il modo migliore per capire gli altri.

Michelangelo

Oggi voglio approfondire una cosa che mi sta molto a cuore, e cioè la relazione.
Che cosa succede quando te e tuo figlio vi incontrate?
Tu lo guardi, lui ti guarda… vi guardate…
Fra di voi stanno già succedendo una serie di cose…
e voglio essere un pò spochioso, tu chi vedi realmente?

Come chi vedo, ho difronte mio figlio, vedo lui!

Ti faccio una domanda trabocchetto: se lo guardi bene chi ti ricorda?

Beh se la metti su questo punto, è chiaro che mi assomiglia, è mio figlio, mi ricorda quando ero piccolo, me da piccolo.

Ottimo e come vedi siete già in tre! Tu, tuo figlio e te stesso da piccolo.

Si d’accordo Ale, ma tu hai detto che diventiamo 4; e il 4 dov’è?

Eh! sin sala bin!: chi potrebbe essere la persona che vede te da piccolo? Non puoi essere tu!, non lo vedi attraverso i tuoi occhi ma attraverso gli occhi di tuo papà (del tuo genitore). E così da 2 diventate 4!

Cosa ne pensi?

Fffaff, sono senza parole! Siamo in così tanti. Ma tu mi vuoi dire che mio papà è dentro di me?

Ti racconto un’esperienza.
Mi è capitato spesso di osservare genitori e figli che camminano insieme. Giorni fa davanti a me c’erano una mamma con una figlia di circa vent’anni, e sai che cosa vedovo? Lo stesso atteggiamento, gli stessi movimenti, la stessa cadenza nel camminare. Le due donne difronte a me erano entrambe leggermente inclinate, verso sinistra e muovevano di più entrambe il braccio destro. Come mai?
Il figlio durante la sua infanzia assorbe tutto dai genitori; li osserva dalla mattina alla sera e impara tantissimo da queste sue osservazioni, che poi mette in pratica. I due genitori sono i suoi modelli da imitare.

Scusami Ale, ma che cosa mi vuoi dire con questo? Io non assomiglio per niente a mio padre, siamo due persone totalmente diverse.

E se ti dicessi che non è proprio così?

Ma dai non scherzare con il fuoco!

Se il figlio fa proprio il modo di camminare del genitore, è probabile che faccia propri anche altri aspetti, sei d’accordo con me?

Non lo so, l’idea di assomigliare a mio padre mi sconquinfera.
Lui era così, poi colà… insomma tante cose di lui non mi piacevano affatto.

Beh però c’erano anche cose belle?

Si lui era sempre molto simpatico quando eravamo con altre persone, scherzava, faceva battute… e poi sotto sotto, fra un borbottamento e un grugnito mi accontentava sempre, ci teneva che fossi felice!

Come vedi c’erano begli aspetti, ma c’erano anche quelli che non ti piacevano tanto: ci sono tutte e due le facce della medaglia!

Mi stai quasi per convincere che posso aver preso qualcosa da mio padre, ma solo qualcosa che sia chiaro!! In effetti anch’io, ora che mi ci fai pensare, sono molto simpatico quando siamo in compagnia di altre persone.

Ottimo passo! puoi allora cominciare a vedere che in tante situazioni con tuo figlio, ti comporti come faceva lui (tuo papà) con te.

Detto questo:

  • prova a osservarti ogni giorno come ti comporti e reagisci alle più svariate situazioni…
  • insomma prova a scovare/riconoscere qualche atteggiamento in cui rivedi la tua mamma/papà!
  • Non temere a riconoscerli: i bambini imitano e l’imitazione non è altro che un meccanismo squisitamente umano!

E così nella relazione continuano a intersecarsi e a modificarsi i punti di vista, i personaggi che entrano in gioco: una sorta di teatro in itinere. Tu, tuo figlio nel quale rivedi tu stesso da piccolo, tuo papà, tua mamma… e quello che prima funzionava bene attraverso la tua razionalità, i tuoi pensieri, le tue intenzioni, non funziona più così brillantemente, perché entra in gioco anche la tua parte emozionale, che scombina le carte in gioco.

La vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come reagisci.

Anonimo

Senti Ale, ok ok il teatro, ok che siamo in 4?!?, ma non so bene cosa farne di tutto questo calderone?

Per prima cosa sapere come funzioni e che cosa succede quando incontri tuo figlio, ti aiuta ad essere più attento e a non dare per scontato né quello che succede, né quello che fai;
La seconda cosa è che credi di essere libero, di decidere, di impostare le cose come vuoi, ma in realtà tu, come tutti, abbiamo mille condizionamenti, e l’educazione segue (come hai visto), dei binari prestabiliti (per approfondire leggi L’attuale educazione non funziona. Ti spiego perchè?), creando malessere e limitazioni. La cosa più importante è diventarne consapevoli. Solo in questo modo puoi cambiare e creare una educazione che sia rispettosa, amorevole e che aiuti tuo figlio a sviluppare tutti i suoi potenziali.

Prova a fare questo esperimento:

Quando tuo figlio non riesce a fare qualcosa, invece di intervenire per aiutarlo attendi, lascia che sia lui a provare e a riprovare e tu semplicemente sostienilo nei suoi tentativi. Sia che ci riesca, sia che fallisca sarà un grande insegnamento che lo aiuterà e lo rafforzerà.
So che non è sempre facile ma prova a tenere a mente questo in una situazione in cui vorresti intervenire.

In questo modo tuo figlio potrà mettere in campo le sue risorse che diventeranno la forza interiore determinante per la sua vita.

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