09 Mar Mio figlio è sempre in movimento. Fermatelo!!

“Niente resta mai stabile, niente resta mai inerte. Il moto prevale sempre.”
Oggi voglio parlarti di un argomento che è sulla bocca di tanti genitori; la parola che è entrata di prepotenza nel vocabolario è iperattività.
Certo in tanti casi si dice che il figlio è vivace e questo è normale perchè i bambini sono molto vitali; la loro energia straripa da tutti i pori e ha bisogno di essere manifestata. Ma questo continuo movimento può diventare un disagio, se diventa l’unica modalità di espressione. Ce ne accorgiamo (spesso), quando il bambino entra nel circuito scolastico, dove gli viene richiesta una certa capacità di stare fermo (seduto al posto), o di essere attento a quello che si fa (capacità di ascoltare).
Molti bambini negli ultimi anni si manifestano in questo modo, ma ti devo confidare che questa comportamento non è nuovo, sono stato anch’io un bambino che non stava mai fermo.
Una volta a scuola trattavano questo problema in vari modi: per dare un segnale deciso scattava il 7 in condotta, perchè ciò avrebbe compromesso il superamento dell’anno scolastico. Ma c’erano tanti altri stratagemmi (chiamiamoli così!) utilizzati dalla mia maestra per placarmi: quando “disturbavo” mi metteva dietro la lavagna o fuori dalla porta, mi mandava (va detto in castigo!) nella classe delle femmine (non c’erano ancora le classi miste) o in quella del Maestro Capogruppo il più temuto da tutti. Altre numerose strategie non te le racconto perchè il gioco si farebbe duro!
Ora tutto questo naturalmente non sortiva nessun effetto per la trasformazione di quel “verme solitario” interno, che mi faceva continuamente muovere a destra e a manca.
Il problema di fondo infatti, non era nemmeno sfiorato.
Certo Ale che proprio nella classe delle femmine doveva metterti! Dovevi essere stato proprio un terremoto, comunque, mi vuoi dire come mai c’è questa continua agitazione, volevo dire questo continuo movimento nel bambino?

Come ti ho già detto da un certo punto di vista è normale tutta questa attività; i bambini hanno un’energia straripante che è necessario che sia espressa, e lo fanno attraverso il movimento. Se osservi un bambino piccolo continua a muoversi, gesticola, è vitalissimo.
Certo quando questo moto diventa incessante, può insorgere una difficoltà: quella di stare fermo.
Ora, prova a chiederti: quando un bambino si ferma?
Beh quando è stanco stanco e va a letto; oppure se in quello che sta facendo incontra un ostacolo o un impedimento, gioco forza si deve fermare.
Hai centrato il punto: è un bambino che non ha mai trovato davanti a sé un ostacolo, ed è per questo motivo che è sempre in movimento, semplicemente non conosce l’esperienza. Non conosce il NO che gli consente di sperimentare un limite!
A questo punto mi vorresti dire che NO e Ora BASTA! glieli dici spesso. Anche le regole gliele hai sempre date fin da piccolo, ma senza risultati.
Come fai a saperlo?
Me lo dicono tantissimi genitori.
E’ normale che non ti ascolti, essendo un’esperienza che non ha mai vissuto, all’inizio gli fa paura sentire un limite, è frustrante e quindi tenta in tutti i modi di aggirare l’ostacolo.

E quindi come posso aiutare mio figlio a fermarsi?
Il NO non è sufficiente. Se tuo figlio sta facendo una cosa che non va bene, facciamo un esempio, sta toccando i fili della corrente, gli devi dire che non lo deve fare ma devi poi seguire la situazione: dire NO non basta, perchè lui ci riproverà tante altre volte. Il NO gli va RICORDATO e MANTENUTO. Ricorda, tuo figlio non è in grado di comprenderlo, è curioso per natura, tocca dappertutto è normale. Invece dai per scontato che basta dirglielo una o poche volta e lui poi ti ascolterà! Dai per scontato che ha la capacità di tenere presente quello che gli hai detto, di capire una limitazione, una regola. Non è così, ci vuole molto tempo perchè lui apprenda questo passo, è una competenza complessa. Il NO non ha senso per lui.
Esprimere un NO non è sufficiente, il NO va poi mantenuto. In altre parole devi seguire tuo figlio con pazienza per verificare se ha compreso (cioè ha preso dentro di sé il limite). Se una volta gli dici di non farlo e la successiva non gli dici nulla, lui comprenderà che può fare quello che sta facendo.
Sii amorevole e coerente, tuo figlio imparerà da questo tuo atteggiamento. Ricorda che per il bambino non ha senso il NO, è una esperienza nuova che solo con il tempo comprenderà.
Accompagnalo con pazienza in questa maturazione!