Imparare dai propri figli!

“Il bambino non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere.”

François Rabelais

Impararedaiproprifigli: linee guida per una educazione che ti darà la giusta carica e molte strategie per essere un genitore soddisfatto e felice. Nel Blog trovi articoli, informazioni ed esempi pratici per una educazione rispettosa e consapevole. Le letture ti fanno comprendere aspetti importanti di quello che succede nella relazione con tuo figlio in modo che tu ne possa tener conto nelle tue azioni quotidiane.

Fuori dall’ordinario…

Ehh sì sono d’accordo con te Ale! Il titolo è un pò strano! Che cosa ho da imparare da mio figlio?

Se devo dirtela tutta, tutto ciò che ti serve per essere un uomo e una donna felice!

Mah, scusami, se fosse davvero così lo avrebbero già fatto in tanti, non credi? Mi sa che questa volta l’hai sparata davvero grossa?

Il punto è che per impararedaiproprifigli è necessaria un’apertura, che è solo apparentemente semplice, ma nella realtà non lo è affatto.
Se vuoi arrivare a quell’apertura, ci sono prima dei muretti da scavalcare…

Scusami Ale, sei criptico, cosa sono questi “muretti”?

Per prima cosa devi tenere a bada la smania furiosa che hai di insegnare qualcosa al figlio, atteggiamento che fa la sua comparsa quasi da subito dopo la sua nascita: e guarda questo, guarda quello, si fa così, si fa colà… Ti sei messo in testa che sei tu che devi insegnare qualcosa a lui (sarebbe meglio dire che questa idea te l’hanno messa in testa i tuoi avi!), perché lui non sa nulla della vita e il tuo compito è quello di aiutarlo a crescere, insegnandogli le cose che sai, in modo che se la possa cavare, perchè la vita è dura…

Questo è il primo muretto da scavalcare, perchè questo atteggiamento è un ostacolo all’apprendere da lui!

Oplà, Fatto! Come vedi sono ancora abbastanza ginnico!

A questo punto c’è il secondo muretto, che ti avverto, è un pò più alto del primo, per cui ti devi procurare la giusta attrezzatura: scarpe chiodate, una corda, moschettoni e un’imbragatura. Ricordati anche una borraccia con l’acqua!!

Nessuno ci ha mai detto nulla sull’educazione, tutto avviene per così dire, per tacito consenso, cioè i modelli educativi vengono replicati automaticamente di padre/madre in figlio. Il secondo muretto riguarda tutte le idee che ci sono state trasmesse sull’educazione (e sul ruolo del genitore).

Ohhhh isaaa! Upfff! OOplaaà. Che fatica, alto questo!  Fatto, sono aldilà!

A questo punto sei difronte a tuo figlio: cosa vedi? Perché dopo aver passato i due muretti, è probabile che vedi qualcosa di diverso rispetto a prima.
Sì hai ragione, vedo una bellezza grandissima, un sole che splende in tutta la sua luce, vedo qualcosa di naturale, di spontaneo, di radioso.

Lo sai che mi stai quasi convincendo Ale; forse ho qualcosa da imparare anch’io da lui!

Ottimo, ora sì che cominciamo a ragionare!

Quella luce che splende è la sua naturalità, la sua originalità, il suo essere spontaneo. E’ la vita che scorre in lui!!

Allora per ritornare alla questione iniziale, dal figlio puoi re-imparare ad essere naturale, spontaneo, originale (cioè ritornare alle tue origini!). Il figlio ti fa questo dono!

Il genitore non ha bisogno di insegnare granchè al figlio, perchè il figlio ha dentro di sè tutto quello che gli serve; la cosa importante è lasciare che mantenga questa naturalità che va detto, viene intaccata dai continui insegnamenti che gli arrivano dall’esterno: fai così, fai colà… (Il bambino è competente).

Questa cosa che hai detto mi scombina un pò!

E’ molto difficile stare al proprio posto ed essere semplicemente testimoni della sua crescita, perchè abbiamo mille condizionamenti che ci fanno intervenire.

▪ Se vedi il tuo cucciolo in difficoltà, intervieni.
▪ Se vedi che non ce la fa, intervieni.
▪ Se vedi che fa una smorfia, intervieni
▪ se vedi che non sa una cosa, intervieni
▪ se vedi che…

Prova però a chiederti che cos’è che ti fa scattare?

Ti faccio un esempio: quando tuo figlio ha iniziato a camminare, osservavi i suoi continui tentativi, i prova e riprova finché dopo 2000 capitomboli, varie decine di sterzate e 150 capocciate il bimbo comprende le leggi dell’equilibrio e impara a deambulare bene. Come mai in questo caso lo osservi (certo fai in modo che non si faccia male), lo sostieni e lasci che se la cavi?

In altri ambiti invece ti scatta l’interventismo acuto?

“Quando i genitori fanno troppo per i figli, va a finire che i figli non faranno abbastanza per loro stessi.”

Elbert Green Hubbard

Alcuni spunti per riflettere:

1. quello che sappiamo sull’educazione è formato da luoghi comuni ormai obsoleti e va aggiornato. Rifletti da dove arrivano le regole sull’educazione che dai a tuo figlio?
2. non è facile cambiare rotta, ti dovrai impegnare (ma non solo è possibile, ma ne vale la pena!);
3. quello che conta di più è ciò che realizzi concretamente con tuo figlio, contano i tuoi atteggiamenti e i tuoi comportamenti, è su questi aspetti che è importante la tua attenzione.

Che cosa ha da insegnarti tuo figlio?

Lo stupore, la curiosità, la spontaneità, la gioia… Essere Naturale.

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