Come allenare la forza di volontà di tuo figlio!

C'è una forza motrice più forte del vapore, dell'elettricità e dell'energia atomica: la volontà.

Albert Einstein

In questo mondo caotico, contraddittorio, angustiante, eccessivamente strutturato, iperdistraente… per far fronte alle sfide che quasi quatidianamente dobbiamo affrontare (economiche, relazionali, lavorative), abbiamo la necessità di mettere a punto degli strumenti personali per farvi fronte, nel migliore dei modi. Questo naturalmente vale a maggior ragione, anche per i nostri figli, che sono nell’età della formazione.

Ma quali sono questi strumenti?

Uno di questi è la forza di volontà!

Affinché il bambino cresca forte e sano ha bisogno di allenare e fortificare tutti i suoi muscoli, sia nell’interiorità che nell’esteriorità. Possiamo considerare la volontà, un muscolo che necessita di essere allenato per diventare una forza interiore, che lo aiuterà a cavarsela nella vita: per fare uno sforzo, per affrontare i suoi studi, le sue manchevolezze, le difficoltà che incontrerà… Per tante ragioni, ne vedremo qualcuna, tale muscolo non viene allenato e si atrofizza, con non poche conseguenze poi nella vita del futuro adulto.

La forza di volontà è l’anello mancante nel pieno raggiungimento del potenziale umano.

Barry Michels

Ma che cos’è la forza di volontà?

La forza di volontà è una forza motrice “cosciente” che usiamo (volontariamente) per fare qualcosa che sappiamo di dover fare ma che, per un motivo o per un altro, tendiamo a rimandare o non vogliamo affrontare. Essa viene allenata per esempio, quando manteniamo un impegno indipendentemente se lo vogliamo fare o no.

Che cosa ci fa rimandare o desistere?

L’aspetto che vogliamo evitare è sentire dentro di noi un qualche disagio, o una frustrazione, o un dolore… piuttosto di sentire evitiamo o procrastiniamo. La conseguenza, e lo vediamo in tanti giovani e giovanissimi, è che difronte ad una difficoltà mollano; non riescono a concepire di potersi rimboccare le maniche per raggiungere un obiettivo, perchè non riescono ad accettare la fatica e il disagio.

Come mai tanti giovani hanno questo atteggiamento?, e

che cosa succede negli anni della loro educazione?

Incoraggiamo questo comportamento.

Gli esempi che mi sento dire da tanti genitori è che, nonostante continui richiami, il figlio continua a lasciare le sue cose in giro, non sistema i giochi, le scarpe le deposita in corridoio, la sua cameretta è un caos, i compiti scolastici non li vuole mai fare… e il genitore piuttosto di sorbirsi la solfa urlante del figlio e di mantenere il punto, lascia perdere.

Si è molto diffuso infatti questo atteggiamento per cui, come dice Massimo Recalcati, i genitori si sentono piú impegnati ad abbattere gli ostacoli che mettono alla prova i loro figli per garantire loro un successo nella vita senza traumi, che non ad accompagnarli ad affrontare le loro prove. In poche parole li si super-protegge per paura di farli soffrire. In questo modo però si spalanca la porta della mancanza di volontà, con tutte le conseguenze del caso:

  • il figlio alla prima difficoltà desiste;
  • la sua vocina interna che dice: non ce la faccio!, prende il sopravvento.

Va detto che tale comportamento dei genitori è alimentato da una forte pressione che arriva dalla società, perché come sottolinea Pietro Trabucchi nel suo libro Tecniche di resistenza interiore, è la società stessa con i suoi messaggi ad incoraggiare una volontà dedole, perché essa è funzionale al consumo. Persone dalla forte volontà individuale infatti non sono buoni consumatori perchè capaci di resistere alle tentazioni.

A questo punto arrivano i correttivi!!

Per stimolare la volontà del figlio, molti genitori adottano il classico metodo dell’incentivo (ricompense, promesse ecc.), ma non tutti sanno che l’incentivo possiede una validità limitata, nel senso che funziona solo a breve termine e se l’obiettivo non è molto sfidante, cioè se non è molto difficile da raggiungere (Trabucchi).

L’ultima chance è l’uso della coercizione, ma anche su questo versante i risultati non sono migliori, perché se utilizzato di frequente, produce degli automi privi di iniziativa, che al primo ostacolo crollano.

Beh Ale senti, questo non va bene, quello non dà risultati, poi ci si mette pure la società… Cosa posso fare per sviluppare in mio figlio una forza di volontà da leone?

Le strategie che ti ho appena descritto non sono da demonizzare, ma sono limitate e soprattutto non vanno al nocciolo della questione. Ci sono altri passi che possiamo fare!!

“Quando un uomo rivolge tutta la volontà verso una data cosa, finisce sempre per raggiungerla.”

Hermann Hesse

  • La prima cosa da comprendere è che gli ostacoli servono per crescere; altrimenti come possono allenarsi le risorse interiori del nostro piccolo? Il disagio iniziale che tuo figlio sente quando incontra una difficoltà, allena il muscolo della volontà che gli permette poi di mantenere impegno e dedizione verso l’obiettivo. Per cui è importante che lo aiuti a passare di qua: gli ostacoli (non ho voglia, non ci riesco, non mi piace…) come hai visto, se affrontati allenano la sua forza interiore, sostienilo e soprattutto cerca di non sostituirti a lui.
  • E’ utile poi conoscere quali altri aspetti sono collegati allo sviluppo della forza di volontà: sapersi ascoltare (focalizzare la propria attenzione) e saper stare con quello che c’è accettando sia il positivo che il negativo. Tutto questo rafforza l’autocontrollo (o forza di volontà), che va appresa attraverso l’allenamento. I bambini sottoposti ad uno stile educativo che chiedeva a loro di resistere a delle tentazioni allenavano i muscoli della volontà, con migliori risultati nello studio.

Sviluppare una sana forza di volontà!

Tutte le avversità che ho avuto nella mia vita, tutti i miei problemi e gli ostacoli, mi hanno rafforzato. Tu non puoi rendertene conto quando accade, ma un calcio nei denti può essere la cosa migliore del mondo per te.

Walt Disney

Una buona pratica sia per noi adulti che per i nostri figli, è costringerci ad agire per le cose che sappiamo di dover fare ma che, per vari motivi, tendiamo a rimandare o ad evitare. E’ la formula consigliata da Phil Stutz e di Barry Michels nel loro libro “The Tools” (“Il Metodo”), che permette di allenare e sviluppare la forza di volontà.

Educhiamo i nostri figli a non aspettare che facciano gli altri per loro. Saper spostare la soddisfazione dall’immediato alla riuscita perché mi sono impegnato, è cominciare a coltivare la motivazione più potente che abbiamo e cioè l’automotivazione intrinseca, che percepiamo quando ricaviamo piacere dal sentirci capaci di fare qualcosa (Trabucchi).

E’ l’arte di inseguire un obiettivo nonostante ostacoli e difficoltà, che stimola il senso della sfida con se stessi e alimenta la fiducia nelle proprie capacità di riuscita.

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